La storia della Musica Arabita

Clicca sulla foto per vedere le foto dei 90 anni della Musica Arabita.
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Non si può non parlare anche di un'altra tradizione che fa parte del Carnevale di Fano: la Musica "Arabita" (cioè arrabbiata). Singolare Banda musicale, nata nel 1923 da un gruppo di mattacchioni fanesi, il gruppo amava organizzare allegre serate al suono di fisarmoniche, campanacci, barattoli di latta, caffettiere, brocche, ombrelli, bottiglie, bidoni, in un'allegra parodia delle orchestre di alto livello; era il modo di divertirsi del popolo fanese, che, escluso dai salotti e trascurato dagli artisti tesi a ricercare il favore dei potenti, si fece la "sua" musica con gli strumenti più bizzarri e strampalati.
La Musica Arabita Ë nata dal Carnevale e di Carnevale si alimenta; Ë un esempio della genialità e dell'umorismo degli artisti fanesi.
Di essa si sono interessati scrittori ed artisti: Curzio Malaparte scrisse che mai aveva udito una musica simile a questa, Guido Piovene nel suo "Viaggio in Italia" parlò addirittura di Jazz italiano.
La musica arabita nacque per reazione a quella da... camera
Il primo complesso, "Bidonata", utilizzava strane casse armoniche per satireggiare i delicati strumenti dei nobili - Dal 1937 una vera organizzazione
Tempo di carnevale: una tradizione che resterà e continuerà anche negli anni a venire è quella che vuole sia il complesso della Musica Arabita a dare inizio ai festeggiamenti carnascialeschi fanesi con le sue caratteristiche musiche fatte di allegria e di buonumore.
Un complesso di cui il folclore fanese non potrebbe più fare a meno. Allegria, gioia, spensieratezza: ecco ciò che esprime la Musica Arabita. Una compagnia composta da decine di elementi scatenati, guidati dall'impareggiabile ed inimitabile e sempre giovane maestro Enzo Berardi.
La tradizioni a cui accenniamo risalgono alla fine del secolo scorso quando vivevano a Fano, come in tutte le altre cittàs del tempo, due fazioni: i nobili ed i ricchi proprietari terrieri da una parte, gli operai ed i marinai dall'altra. Queste due fazioni si escludevano a vicenda. Nelle serata di gala in particolare i patrizi si dilettavano ad ascoltare opere musicali, e nei salotti pianoforte, violino ed arpa erano all'ordine del giorno, mentre i plebei ne erano esclusi. Fu proprio per l'esclusione del popolo da quei salotti, ma soprattutto per l'insofferenza del volgo per quella musica gentile e melodica che si ebbe la prima reazione.
Nacque così la " Bidonata ", una specie di complesso che traeva ritmi alla meno peggio da pentole, barattoli e bidoni. Ma quei giovani che percuotevano quelle strane casse armoniche, non avevano una disciplina e si curavano solo di satireggiare i delicati strumenti dei nobili. Fu cosÏ che sorsero i violini a sonagliera, i cembali di latta, i corni e cornette fatti con tubi di ferro.
Ma a poco a poco, il gruppo di questi spensierati si assottigliò tanto che ad un certo punto si dissolse completamente. Proprio nel 1921, però, accadde che alcuni giovani ripensassero al passato e pensassero di far rivivere l'allegra tradizione. Al principio fu un periodo di stenti, poi, il gruppo si potenziÚ e quindi passò a rallegrare con i suoi ritmi tutte le città della Regione e poi a quelle internazionali.
E così la Musica Arabita si sviluppo, adunò nuovi elementi, si organizzò al punto di portare in ogni festa, in ogni sagra, gioia e buonumore. Solo nel 1957 il gruppo cominciò una nuova vita, la vita seria e disciplinata di un vero complesso folcloristico, organizzato e gaio nello stesso tempo. I componenti cominciarono a riunirsi in sere prestabilite e provavano, provavano quei famosi pezzi che sarebbe poi stati portati sulle piazze. Al giorno d'oggi, tutti conoscono la Musica Arabita che è diventata una gloria ed un vanto della nostra città.

La Nostra Bellissima FANO.

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